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Dal Commodore 64 alla carriera da freelance

Che siano programmatori  HTML, programmatori C, programmatori Php o Java, molti dei programmatori di oggi hanno cominciato così, con il Commodore 64. In un mondo globalizzato che va veloce ed è sempre più digitale, le chance di successo si moltiplicano a vista d’occhio e sempre di più sono i programmatori che decidono di diventare completamente padroni delle proprie competenze e lavorare da freelance.

Circa 30 anni fa veniva messo a punto il Vic 20, commercializzato un anno dopo con il nome di Commodore 64: niente super processori, la grafica mancava decisamente di definizione con soli 64kb di memoria centrale, un solo chip sonoro eppure ci si potevano perdere ore e ore.  E mentre gli altri bambini giocavano con robot e macchinine, il futuro programmatore volava con l’immaginazione programmando con il Commodore 64, che è un pò stata la palestra per un’intera generazione di programmatori.

Se è vero che mettere della passione nel proprio lavoro è importante per ogni figura professionale, per il programmatore lo è ancora di più: svolgere il proprio lavoro come se fosse un hobby è qualcosa che caratterizza il programmatore che conosce bene il proprio lavoro ed è in grado di scrivere tutti i codici a memoria. Ogni programmatore che metta della passione nel suo lavoro non si ferma ad una o due tecnologie, perchè la curiosità lo spinge a provare ad usare tutte le tecniche in circolazione. Tutto questo ci porta al quantitativo spropositato di clichè sulla figura del programmatore che lo vogliono pigro, fondamentalmente asociale e incapace di coltivare amicizie di alcun tipo. E’ quando penso a questi clichè che mi viene in mente il mio caro amico Kristian che dalla Finlandia si è trasferito in Australia per fare il programmatore surfista. A parte l’amico surfista la verità è che solo il programmatore sa quanta dedizione, studio e anni di lavoro son necessari per diventare un programmatore degno di questo nome. Vero è anche che pochi , a parte i programmatori stessi, si rendono conto dell’importante ruolo che questi giocano nell’era del digitale. La nostra vita ruota attorno al computer e a Internet, per non parlare poi degli smartphone. Dove saremmo oggi senza il lavoro dei programmatori? Il modo di fare programmazione sta cambiando velocemente trovando applicazioni sempre nuove in tutti gli ambiti, basti pensare tanto per citarne uno al bisogno dei programmatori  nell’industria cinematografica per lo sviluppo di tecniche come quella 3D. Per non parlare del numero crescente di donne che decidono di intraprendere la carriera da programmatrice.

Che siano  programmatori PHP, HTML, C, Java ecc sempre di più sono i programmatori che scelgono di diventare boss di se stessi e lavorare da freelance, il che non vuol dire lavorare di meno e alzarsi più tardi la mattina : il freelance lavora tanto e duramente ma come e quando vuole. Nell’intraprendere la vita da freelance poi bisogna tenere conto che  grandi libertà comportano sempre grandi responsabilità, il programmatore freelance nello stabilire una comunicazione diretta con il cliente, senza figure intermediarie e  dispersioni gerarchiche varie di informazioni , si assume direttamente la responsabilità per il successo del progetto commissionato.  La carriera da freelance non è assolutamente facile e bisogna essere consapevoli dei periodi di magra che potrebbero capitare, ma il freelance che raggiunge il successo può davvero ottenere molte soddisfazioni.

Le possibilità di una carriera freelance di successo poi sono maggiori per il programmatore che può facilmente trovare ottime chance di lavoro in tutto il globo, dall’Australia, agli Stati Uniti all’intera Europa.

Autore: Giovanna Avino, web writer della piattaforma twago